La voce narrante s’inchina:
Entrano in fila asciutta
Parole ordinate, pulite, profumate.
Piene di sé e dimentiche del mattino.
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Quando vediamo lo slancio eccessivo delle nostre parole in libertà schiantarsi fatalmente contro al muro dell’incomprensione, ricordiamoci sempre che il disastro comunicativo è lì per salvarci da un circolo vizioso di anestetizzanti banalità. Nel teatro della vita terrena, agli applausi di circostanza preferisco i fischi sinceri.
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