Finale normale

(in si bemolle)
In cerca d’una buona seppur tiepida parola,
Inzuppata nell’acqua benedetta:
Potrò mai uscire fuori dalla nebbia che consola?
Guardo il tempo perché so che lei ha fretta.
Sull’attenti sfascio garze e mi ricucio le ferite.
Rovistando, sollevo un vortice di scuse
Che mi crollano addosso un po’ distratte e inviperite,
Impolverando le mie dita già deluse.
Che sia in cerca d’un accordo o d’una strana melodia
Nel mio porgerti, da eretico che sono,
Nel mostrare così nuda la volgare mia empatia
Sembra sempre che t’implori il perdono.
In cerca d’un sospiro respirato con violenza
O atteso con la calma ed il buon gusto,
Non si capisce mai dov’è la differenza
Tra l’asmatico in affetto e il sano nel giusto.
In cerca di quel verso che mi porti al gran finale:
-Non serve a niente ed è meglio stare zitto-
Ma è la voglia di sbagliare, la paura di star male
O sarà soltanto il bianco del soffitto.