La stella cade in controtempo,
Con un ritmo in levare.
Un sole potente annerisce
La roccia accanto a me:
Mi lascia peli ruvidi, e unghie
Per grattare la terra nuda.
Un lupo affannato,
Con gli occhi iniettati di vino
E ancora gonfio di buona volontà,
È alla ricerca dell’intruso
Che mi divora il polmone
E ne risucchia la voce.
La bestia setaccia la casa
Che una volta era la sua tana.
Rovista la cassettiera
Di legno umido e vecchio,
Rovescia ogni cosa che trova.
Perlustra, scruta, s’avvicina, ecco!
Il verme scappa, si nasconde
Eppure non può sottrarsi.
Inseguito e infine raggiunto:
Si divincola, sembra desistere.
È più solo dell’anima,
Ma di lei si è preso cura.
Un ultimo rantolo.
Poi saremo lasciati in pace.
C’è un’arte tacita,
Che dal dolore sa distillare
Gocce di vita nuova.
Il verme si spezza, capo e coda,
Sguscia fuori dalla stretta del lupo
E torna a mordicchiare
Il polmone malato.
Lacerato dagli affanni,
È l'unico a sentire ancora qualcosa
In questo deserto auricolare.
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