Rami seccati graffiati dal sole, Valli piegate e sprezzanti parole Che dormono in gole cullate dai pianti E muoiono in cielo schiacciate dai monti.
Albe sfollate di notti agitate, Fiumi di gente e promesse sventate: Scendono mute e malate di mare Come sirena che non sa cantare.
Pianure distese che ballano il tango Si guardan negl’occhi cerchiati di fango. La mano del cieco, nella nebbia affilata, Non trova le dita per la sua serenata.
Il matto che corre inseguendo una voce Ride e bestemmia dinanzi alla croce Coi piedi nudi, mangiati da malattie. La strada dell'uomo senza più fantasie.
Albe sfollate di notti agitate,
Fiumi di gente e promesse sventate:
Scendono mute e malate di mare
Come sirena che non sa cantare.
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Quella dell’arte naïve è sicuramente una vocazione difficile. Realizzata spesso dal dilettante, a volte autodidatta, riesce a trasmettere con chiarezza emozioni semplici, guidate dall’istinto e libere dai costrutti culturali dell’epoca. Questo Panorama di Fiesole è di Roberto Dughetti: la figlia Lucia ha rilasciato le sue opere sotto licenza Creative Commons.
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