Questa notte eri accanto a me. M’hai baciato la fronte. T’ho riconosciuto, nel buio, Per quel sordo crepitio. I tuoi artigli stringevano la preda Come fosse una guglia della cattedrale.
Occhi cupi che scoppiano d’amore, Grondando voluttà. In cerca di silenzi, Chiamano solitudine: Trovano un denso profumo Di capelli corvini.
Con l’alba hai preso il volo. Non c’era paura a farti compagnia. La luce del giorno è artificiale: Acceca e non scalda. I corpi cominciano a puzzare D’un sudore cadaverico.
Assassini dal becco giallo. Qualcosa è morto. Gli altri sono partiti Senza lasciare traccia. Lo getteranno nella Senna, Tra balordi, ladri e guardoni.
I tuoi artigli stringevano la preda
Come fosse una guglia della cattedrale
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Ci sono persone che non lasciano impronte sul cammino di chi incrociano, ma soltanto ombre. Possiamo descriverne le forme e lasciarle sfilare, guardandoci bene dal toccarle, perché ne saremmo inghiottiti. La chimera fotografata da Kiko León sul tetto di Notre Dame è opera di Viollet-le-Duc e risale ad un restauro del XIX secolo.
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