Rose d’hiver

E venne l’inverno
Per abbracciarsi.
Ma a pensarti parlare
Mi pareva di toglierti
Il pane di bocca.
Scendo per strada
E in pantofole al freddo
Chiedo di portarti via.
Dalle mie indecisioni
(Quelle cosce bianche)
Dalle mie premure
(La tua schiena liscia)
Da sordide voluttà
(I seni morbidi)
Da magnetiche visioni
(Gli occhi celesti chiusi dal sonno).
E venne l’inverno,
A liberarmi da un’inguaribile stretta.
Un mazzo di rose bianche e rosa confetto, appoggiato sulla neve
Rileggi la presentazione per approfondire

La comoda attrazione verso tutte le situazioni che ci fanno sentire come un pesce fuor d’acqua, un ateo in chiesa, una rosa in inverno. In modo da avere sempre a portata di mano una ragionevole scusa quando arriverà il momento di intonare questi quattro accordi dissonanti.


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