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Battere e levare:
Mi tiene su, regola il respiro
Meglio d’una boccata d’ammoniaca,
Più acido dello yogurt autoprodotto.
È uno sfogo clandestino davanti alla finestra
Spalancata sul cielo verde e nero,
Sul miracolo del fuoco e del fumo.
Nevrosi d’impotenza,
Battere e levare mi tiene su.
Spengo tutto e tutto si riaccende;
Le fiaccole girano e girano: un turbine,
Un baluginare di lucciole.
Spengo tutto un’infinità di volte
E tutto si riaccende al cubo e brucia;
Le fiaccole girano e girano
E non si consumano
E non mi consumano più.
Battere e levare mi tiene su,
Solleva il cuore, l’ipertensione alle stelle
Resuscita dal collasso,
Più efficace del farmaco specifico.
Terapia d’urto, battere e levare.
E anche il cuore è saltato,
Oltre la finestra, nel cielo verde e nero.
Le pause aspettano, pacifiche.
Sono io che non so aspettare con loro.
Battere e levare: sfumando s’esaurisce
E non rimane che un corpo solo
E una spalla per appoggiarlo
E coricarlo, dolcemente.
Mentre colano le lacrime,
Col loro ritmo tranquillo,
Che si allontana ovattato.
Battere e levare: timido,
Singhiozzo, soffocato.
Un volto, con il lato destro immerso nell'acqua
Rileggi la presentazione per approfondire

Il tempo in due quarti è una misura semplice binaria, con un accento principale sul primo movimento ed uno più debole sul secondo: un ritmo incessante, che ricorda il battito del cuore. È il tempo delle danze popolari e delle marce militari, della vita e della morte.


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