Seconda maggiore

I tuoi occhi gialli, come piccoli lampi
Nel cielo in bianco e nero sopra Berlino.
L'eco sorda dei tuoi passi lontani,
Nel tempo in cui io mi pensavo dappertutto,
Tranne che sulla strada per raggiungerti.
Un ultimo desiderio prima di vederti cadere:
Eppure non ti sono mai stato così vicino,
Come quando ti arrampicavi sulla Siegessäule
Per ripristinare le connessioni con la spiritualità,
Aspettando la notte e le sue onde medie.
Quando nel cortile ci scambiavamo le audiocassette,
Quando le riunioni non ci annoiavano ancora
E avevano il sapore dei prodromi di una rivoluzione.
Allora il vezzo di chiamarti Francesca
Mi faceva tremare la mano di paura.
Ero lì per rincorrerti, per non farmi prendere,
Per farmi sorpassare da destra col tuo motorino
Per scappare con un paio di sandali, senza orologio,
Con l'orario dei treni fermi nello zaino verde,
In quella Mitteleuropa che mi poteva capire:
Le piazze grandi delle città vecchie,
Il Danubio lento, l'alba di una notte insonne.
Oggi anche se mi ascolti non posso chiamarti:
Cammino con lo sguardo puntato a terra,
Cerco i biglietti delle scommesse che ho perso,
I bugiardini e le scatole vuote portate dal vento.
Ormai conosco a memoria tutti i medicinali
Prescritti agli abitanti di questo quartiere.
Quando passato l'inverno tornerai dall'estero 
Smetterò di girare e resterò in silenzio,
Ad ascoltare le tue parole di burro,
Le torte di carta, l'inchiostro che cola
E tutto quello che non mi hai mai raccontato.
Senza il peso di doversi dire tutto,
La paura d'esser di troppo o troppo poco,
Senza dover per forza risolvere sulla tonica.
La sensazione di una seconda maggiore, 
Quella che aumenta l'apertura della quarta
Perché nell'obiettivo entri tutta la luce possibile,
Lo spazio, i pianeti in debole cadenza.
Sospesa tra la stazione radio e le frequenze basse,
Al ritmo incessante dell'alfabeto Morse,
T'immagino per un attimo mentre sfrecci veloce
Lungo l'orbita ellittica di un satellite artificiale.
L'anti dea dei miei peggiori vent'anni alla finestra,
Impeccabile regia della nostra comunicazione:
Asincrona, imperfetta, analogica,
Impermeabile, avanguardista, interrotta
A tratti da un buio ingombrante,
Dall'umidità, dalla scarsità di alternative:
Se salto adesso, posso solo cadere.
E se salti, adesso, puoi solo farmi cadere.
La Siegessäule a Berlino (fotografia di Achim Raschka)
Rileggi la presentazione per approfondire

Nel modo lidio l’accordo costruito sul secondo grado è maggiore, anziché minore come nella scala diatonica. Questo gli dona brillantezza e luminosità: è capace di evocare un’atmosfera sospesa, esotica, e un certo senso di novità. La tensione armonica che si crea è dolce e non chiede urgentemente d’essere rilasciata. Fotografia della Siegessäule di Achim Raschka.


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