Ricetta del caramello

Attraverso lentamente le strade di questa città,
Comprovando annoiato che sono sempre le stesse.
E confessando apertamente che come inizio è davvero noioso,
Come quelle canzoni blues che partono con "I woke up this morning".
Ma queste strade sono anche le stesse di tutte le altre città,
Sarebbe inutile scappare "to my sweet home Chicago".
E il cielo è soltanto d'un altro tono d'azzurro.
Perché s'è fatto tardi, o son cambiate le stagioni.
Oggi per vedere il cielo che cambia colore basta aspettare due ore,
Ma se preferisci ci vediamo qui a ottobre, sempre alle sette.
Intanto uno sciame di asteroidi ci viene incontro,
Attratto dalla luce notturna di periferia:
In realtà erano moscini, sedotti dal mio respiro affannato.
Non dev'essere un bello spettacolo,
Per chi ci osserva da una galassia lontana,
Vederci scavare trincee tra le ultime miserie rimaste.
Ormai questa guerra l'abbiamo data per persa,
L'unica speranza è che venga un esercito straniero a salvarci.
E se le strade son tutte uguali, la speranza è che arrivi dal cielo.
Dentro le tute d'amianto solo ombre goffe,
Che ricoprono tutto con uno strato di caramello:
Ti ho detto che non sei una persona dolce,
Che è dolce solo quello che hai in superficie
.
Quanto basta per non rompersi se lo calpesti.
Perché sia dolce solo quello che appare,
Che è la parte di te che odio perché è l'unica
Che le persone superficiali riescono a vedere.
Per venderti meglio al primo offerente.
Ti ho detto proprio così e se non ti ho ferito
Forse è perché tutto quello sciroppo dolce
Si è cristallizzato in una scorza dura di caramello.
Resto orgoglioso del mio lato peggiore,
Perché ci tengo molto dare una cattiva prima impressione
Disorientato dall'odio, ma odiare qualcuno non mi renderà
Meno umano di chi ciecamente sopporta tutti,
stordito
Dal profumo di benessere artificiale
Che risuona stucchevole in ogni angolo,
O almeno fin dove arriva il WiFi.
Che qui a nessuno importa se si crepa di fame:
Per star bene basta far crepare d'invidia il vicino,
Mentre riprendi il concerto con il telefonino.
L'ansia e la rabbia, rovesciate sul nemico
Come barattoli di vernice sopra al grigio
Della sua bramosia di apparirti interessante.
Io la guerra la sogno spesso,
E i miei sogni sono sempre in bianco e nero:
Così il nemico non poteva essere che grigio.
Desiderio di rivalsa sul nulla, una vendetta sprecata
Grigio come i capelli di chi vede solo la tua dolcezza.
Nel giorno del giudizio sull'ennesima banalità.
Grigio come il piano regolatore dei boomer
Che ci hanno lasciato le strade tutte uguali.
E mi ritrovi a combattere casa per casa, 
Un metro dopo l'altro, tra le barricate.
Se proprio devo decidere a chi sparare,
Almeno che sia la guerra che ho scelto io.
Arruolato in un esercito di liberazione
Contro tutte le apparenze, i convenevoli,
I complimenti per il caffè, hai presente?
Quando ti dicono dai fallo te il caffè che a te ti viene bene.

gli innaffiatoi, che per loro siamo piante d'appartamento,
Ogni tanto ci danno un po' d'acqua, così cresciamo belle,
Rigogliose, con le foglie verdi, e gli rallegriamo la vista.
Contro l'omologata convenienza
Di non essere buoni a nulla
Quella di chi si fa vanto della propria ignoranza.
Quella della folla, quella della curva, quella della panza,
Quella che è da sfigati tutta questa competenza.
In mezzo al fumo, mi volto e dalle retrovie
Sopraggiunge una schiera di facce pulite,
Anche nel sogno la guerra è finita
E sono arrivati gli americani.
Insipide ma apparentemente amiche,
Senza dubbio ben disposte e ben vestite.
Ora scendono, fisicati e ben nutriti, dai carri armati.
Distribuiscono a tutti sigarette e cioccolata,
Sono quelli che sono gentili con gli altri
Perché vogliono per forza piacere a tutti.
Sarebbe impossibile parlarne male.
Lo stesso succede a chi è morto da poco.
E succedeva, fino a poco tempo fa, anche agli americani.
Sono morti che mi camminano addosso.

Qui trovi la versione originale di Caramello, senza contrappunti.

Crème brûlée servita in tazzine da caffè

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