

“Fino a diciotto anni tutti scrivono poesie. Da quest’età in poi, solo due categorie di persone continuano a scriverle: i poeti e i cretini.”

Per prima cosa potresti provare a leggere qui. Ma se sei di fretta oppure la Dea minore ti ha solo confuso le idee, non disperare.

Per condividere con gli altri le mie vocazioni difficili.
E aiutarli a ritrovare le loro.
Le canzoni in cerca di musica sono organizzate in queste sezioni:
Ogni sezione rappresenta un “cassetto” immaginario dentro al quale ho fatto maturare le mie vocazioni difficili. Ho provato a descrivere le atmosfere, i ritmi e le strutture armoniche che accomunano le canzoni conservate nei diversi cassetti. Il risultato è stato una sorta di presentazione, forse un po’ pretenziosa, ma senz’altro necessaria. Adesso si tratta solo di andarli ad aprire.
È da più di un anno che ho aperto questo blog e ormai ho esaurito le scorte di canzoni nel cassetto. Questo significa che non riuscirò più a tenere il ritmo di un’uscita a settimana. Le vocazioni difficili hanno bisogno di un po’ di tempo per affinarsi e invecchiare con calma. Ma se questo viaggio non ti ha stancato, prendi una torcia e seguimi, perché adesso scendiamo in cantina: una sezione dove, compatibilmente con altri progetti, continuerò a pubblicare le nuove canzoni senza musica.
E poi c’è sempre il banchino dei fogli sparsi.

Mentre la tolleranza farmacologica coinvolge i meccanismi d’attivazione dei recettori nel nostro organismo, quella comportamentale è un adattamento appreso che permette a una persona di compensare gli effetti di una sostanza mantenendo prestazioni normali (per esempio, camminare dritto nonostante l’assunzione di alcolici). E sì, è anche un omaggio a “L’avvelenata” di Guccini.
Nel frattempo ho rilasciato qui le canzoni delle vecchie sezioni, organizzate in sei raccolte come fossero degli album da leggere anziché da ascoltare. Puoi registrarti e scaricare gli ebook in formato .epub. A quel punto, visto che ti sei iscritto, puoi sceglierne una e cominciare a dire la tua lasciando un commento!

Lo zucchero filato, come il caramello, simboleggia la mia avversione alla dolcezza. Perché è un tratto che attira i predatori di dolcezza. Hanno bisogno di assumerla dall’esterno per liberare la dopamina necessaria a dare un senso alla propria esistenza che, alla resa dei conti, è sempre insipida.
Quale altra canzone stavi cercando?