La gonna larga

La gonna larga è arrivata.
Ha spalle strette, la pelle ambrata:
Il sole di luglio scorta i suoi passi,
Il sale scioglie l'acqua nei sassi,
Dentro queste mura vecchie
D'una città che è sempre nuova.
La gonna larga l'ho aspettata a lungo,
Come per riverenza si rispetta un lutto.
E ho pensato mi venisse a salvare,
Credendo di aver qualcosa da mettere in salvo.
Invece avrei dovuto svuotare la cantina,
Far crescere l'erba tra le crepe del selciato.
La gonna larga ha attraversato indenne
Le carestie di suono dell'era analogica.
Era come dividere il pane raffermo:
Il fruscio del nastro stanco e consumato,
La cura con cui si centellinavano i minuti,
Perché ce ne entrasse una in più.
La gonna larga di chi ascolta è disegnata
Con motivi geometrici su sfondo blu.
Ma i suoi sogni son rimasti in bianco e nero
E in bassa risoluzione, a tratti disturbati
Dall'intromissione di un segnale radio pirata
O di un gatto viola che s'è perso.
La gonna larga è una trama trasparente.
Leggera, ma soprattutto traspirante.
Una fibra che non s'intimorisce facilmente.
È un tessuto a cui piacciono le sfide:
Sa arrendersi e ti concede la rivincita,
Torna indietro quando prende la rincorsa.
La gonna larga è una R4 color ottanio,
Quando ancora si chiamava blu petrolio.
Non vuole leggere tra le tue righe
Perché ha capito che non sono le sue.
Brandisce l'entusiasmo della scoperta,
I fiori in testa e una bandiera rasta.
La gonna larga è la rivoluzione della gioia,
Tre decenni d'immaginazione al potere
Se avessero preso il potere le sue allucinazioni.
È una Dyane malconcia, color nocciola,
Quando quella che spalmavo sul pane
Era per tutti una crema gianduia.
La gonna larga e la sua personale guerra
Contro i padroni dei mulini a vento,
Le esecuzioni sommarie al muro del pianto,
Contro i giorni afosi senza vento,
Quando stanca e annoiata si rilassa
Come un paio di pantaloni a zampa.
La gonna larga è refrattaria alla sofferenza:
Nel suo centro di leggerezza itinerante,
Con una pillola di saggezza ricostituente,
Ti accoglie quando è stagione di accogliere
E si accerta, prima di soccorrere,
Di avere ossigeno a sufficienza.
La gonna larga non ha capito chi sono:
Non se ne cura, insegue una strada
Che è la strada di tutte le gonne
Che hanno incrociato i miei passi.
È la stessa strada polverosa
Di chi la gonna non l'ha mai messa.
La strada di chi mi somiglia troppo,
Il sentiero scosceso dove si cade spesso,
La strada che porta dal faro alla luna,
Dal posto di blocco alla distilleria clandestina.
La strada chi è nato il tuo stesso giorno,
Ma ha saltato un giro di valzer.
La gonna larga se n'è andata di nuovo.
M'ha lasciato un deciso sapore d'estate,
Una compagnia rumorosa che tollero appena,
Quasi per gioco: sorrisi forzati, sabbia nei sandali,
Il mare, i cavalli, le canzoni ed il fuoco.
Se lo mischio all'odore del treno che ho perso,
Mi ricordo che era lavanda e non gelsomino.
Ripeto a memoria il nome di ogni stazione,
So dirti perfino dov'è il marciapiede per Torino.
E mentre mi sveglio e la lascio svanire,
Rifletto sul fatto che da quando è partita
Non sono più solo, sono solo diverso.

Donna seduta in un prato, indossa una gonna con motivo paisley
Rileggi la presentazione per approfondire

Credo di aver perso di nuovo la gonna larga. Ma adesso ho capito che può nascondersi ovunque: in una vecchia musicassetta, dietro ad altre gonne, dentro le allucinazioni dei rivoluzionari sconfitti, nelle lettere che avrei dovuto spedire a me anziché a lei. Stavolta, alla fine del giro di valzer, non ero più solo.


Per il momento ho scelto di ospitare le canzoni in cerca di musica solo sul blog: lettere minori non esiste sui social network e qui non troverai like o cuoricini da mettere. Ma nemmeno è un diario segreto: se ti è piaciuto quello che hai letto, o se pensi che possa piacere a qualcuno, puoi condividerlo con chi vuoi, come vuoi e dove vuoi.

Copia il link a questa canzone e condividi La gonna larga!

(sì, va bene anche sui social)

Potrebbe piacerti anche:

  1. Ragazza di spalle che indossa una lunga gonna blu (dettaglio della gonna)

Ti va di fare un passo in più e aggiungere qualcosa di tuo nei commenti? Raccontaci quali immagini (o suoni) questa lettura ti ha evocato, oppure la tua interpretazione personale, il motivo per cui ti ha intrigato quel particolare passaggio o la parte che avresti tagliato perché non ha né capo né coda. Hai un suggerimento da dare, una curiosità da toglierti, un dubbio o un riferimento non colto, o semplicemente vuoi saperne di più sulla storia di questa canzone? Qui sei nel posto giusto!