Ultimo valzer

Scritto sulle parole di un altro, fa tremare la mano:
Son solo carta e inchiostro, ma a scriverci sopra
Diventano un muro, bianco da vergognarsi.
Se l’altro sapesse dove nascono, le parole
Non sarebbero così dure di calce e mattoni,
Si potrebbe anzi affondarci, posandosi appena.
Il silenzio di chi apre le porte la notte raccoglie
Il richiamo festoso che è svegliare per primi
Chi prima si sveglia, e andare a dormire.
Son passate le notti che non combinavo niente:
Con la pancia vuota ti giravo attorno e giocavo
Alla nostra rivoluzione, che pure era dell’altro.
Non serve parlare di donne conosciute
E rimpianti, a chi passa per caso
E si ferma ad ascoltarmi suonare,
Ormai s’è fermato e non può congedarsi
Senza lasciare un rimpianto anche lui,
O una moneta nel cappello di velluto.
Un suonatore di strada con il suo cappello per le offerte
Rileggi la presentazione per approfondire

Un’ultima canzone senza musica per chiudere questo esperimento bislacco, nel quale mi sono divertito a condividere con voi le mie vocazioni difficili. Il blog però non finisce qui: semplicemente ho esaurito le scorte del cassetto. Continuerò a pubblicare a ritmi meno serrati, probabilmente aprendo una nuova sezione. Non lasciatemi monete nel cappello, lasciate un commento!


Per il momento ho scelto di ospitare le canzoni in cerca di musica solo sul blog: lettere minori non esiste sui social network e qui non troverai like o cuoricini da mettere. Ma nemmeno è un diario segreto: se ti è piaciuto quello che hai letto, o se pensi che possa piacere a qualcuno, puoi condividerlo con chi vuoi, come vuoi e dove vuoi.

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