Dovrai perdonarmi, nemico fragile, Se non ti ho dato il buongiorno, Ma il mio giorno oggi è buono davvero: Perché giocarselo guardandoti in faccia? Sarebbe inutile, perderei comunque. La tua faccia migliore è truccata. Così mi son concentrato sbirciando Tra le scarpe nuove e le mille scuse Che non manco mai di portarmi dietro. Confesso che sono stato io a imbrogliare, A studiare il piano per farti inciampare. Finalmente sei legato mani e piedi, Ho fatto tutto da solo e dall'emozione Un po' le gambe mi tremano ancora. Prego un dio perché mi ascolti Ma prima o poi lo dovrò pagare, Perché ho finito il mese di prova, Le pubblicità e gli indirizzi falsi.
Guarda, nemico fragile, il tuo giardino È affollato di piante da interno. Ti spendi ogni giorno per insegnarci Ad annaffiarle secondo la tua teoria: "Hanno solo bisogno di acqua e caffè". Non è vero che a me viene bene il caffè. È una maldicenza messa in giro Dalla gente pigra, che come te Non si degna di prepararsi il caffè, Che come te si sente speciale Nel poter scegliere di non fare il caffè, Che si convince d'esser più buona Quando s'offre di pagarti un caffè, Che arriva a credersi intelligente Perché una volta gli è uscito il caffè, E come te s'immagina furba Ma non ha idea di cosa si beve Quando mi ascolta parlare di caffè.
Hai tanto da fare, nemico fragile, E dovrai restare sveglio a lungo. So fare il caffè con acqua e pepe, È facile, sai? Come fare benzina. Basta mettere l'acqua sul fuoco Invece di continuare ad annaffiarci Quelle povere fradici piante, Per mantenerle giovani e belle, Per farle girare come bambole. C'è il loro profumo nell'aria E speri solo che ti entri nel naso Come elisir di mancata giovinezza, E spargi la tua polvere effimera Sull'ultima pianta da inquinare. Nemmeno le zanzare nasceranno, Non ci sarà più niente da infettare. E tu non sai com'è difficile Fare una molotov con l'ironia!
Nemico fragile, gli anni ti han consumato Anche l'ultimo briciolo di dignità. Ho un'erede a cui piace la cioccolata: Le ho lasciato dei soldi e prima di buio Ha promesso che mi porta in montagna. Qui la situazione è eccellente: Mi vesto d'amore per farmi notare Dalla tua presunzione e per farti notare Quanto poco ti amiamo io e te. E anche se non ti ami per niente Sai che non ti farò mai mancare L'oggetto futile dei tuoi desideri, Il cavallo bianco, l'armatura lucente. Però in cambio voglio vederti scalciare, Piangere affranto come un bambino Che si appunta un merito altrui E che pianta la sua bandierina triste In ogni città, nei musei, sulla luna.
Ma mentre perdo il mio tempo parlando Vi siete già moltiplicati per mille. E io che ho avuto solo una vita vera Non ho intenzione di passarla a sparare A ciò che è pur sempre un bersaglio facile. Preferisco invece dimenticare com'è Che si prepara il caffè e ricordarmi Di aver lasciato il latte sul fuoco. Alzo barricate seguendo l'istruzione Del mio referente di vita mondana, Con tecniche avanzate di procrastinazione. Evaporo e schivo tutto quello che schifo: Che si noti ma con la giusta discrezione. Vi lascio con piacere un palcoscenico vuoto, Perché in questa storia la parte divertente È stata quando ho capito finalmente Di essere più egoista di voi, Di essere molto più egoista di voi.
Prego un dio perché mi ascolti
Ma prima o poi lo dovrò pagare,
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Rifuggo da sempre i complimenti. Ce ne sono di vari tipi, ad esempio l’innaffiatoio: ogni giorno mi versi un po’ d’acqua perché sono una bella pianta che deve continuare a splendere e a rallegrarti la vista. Oppure il caffè: “come ti viene bene…” così lo faccio sempre io e tu lo bevi e basta.
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